Il Gran Premio d’Italia in pillole
Queste pillole sono da leggere con QUESTO in sottofondo. Perchè la pressione è la protagonista del Gp.
Pressione, come quella di Raikkonen alla partenza che sbaglia e si pianta dalla seconda posizione.
Pressione, come quella su Rosberg che sembra aumentare, mentre diminuiscono le sue chance di vincere.
Pressione, come quella sul motore di Rosberg. Che dopo sei Gp lo abbandona con tanto di fuoco.
Pressione, come quella fatta dai tifosi per spingere i ferraristi in questo Gp. Che una marcia in più la tirano fuori da lì.
Pressione, come quella sui meccanici durante i pit stop. E su questo gli uomini in rosso non si smentiscono, fino a 1 secondo pieno più veloci dei diretti concorrenti
Pressione, come quella su Vettel per vincere a Monza la prima volta in rosso. Che lo porta però solo in seconda posizione.
Pressione, come quella della Red Bull che deve dimostrare tutto in gara dopo una pessima partenza. E ce la fa con due rimonte sostanziose.
Pressione, come quella su Alonso per dimostrare che anche non in rosso può vincere. E invece continua a uscire.
Pressione, come quella messa dal team Mercedes a Hamilton gli ultimi giri per nascondere la pressione alterata delle gomme o proteggersi da una penalità in secondi.
Pressione, come quella delle Lotus che vorrebbero dimostrarsi all’altezza nonostante il buco economico. E che, invece, a questo giro avranno anche perso sponsor.
Pressione, come quella su Massa che vuole rivedere il suo pubblico. Che lo ama ancora, perchè se rispetti la Ferrari i ferraristi ti rispettano.
Pressione, come dei boati che spingono Vettel sul secondo posto a crogiolarsi con il pubblico Ferrari a Monza.
Pressione, come quella dello champagne, che sgorga a Monza quando c’è un uomo in rosso sul podio.
Pressione, come quella sul volto di Hamilton che fronteggia un pubblico ostile. Perchè se entri nella tana del cavallino devi avere la tuta rossa.
Pressione, come quella delle gomme che non viene rispettata dalla Mercedes.