Il Gran Premio del Belgio in pillole

Il Gran Premio del Belgio vede sul podio una Lotus. Dopo 2 anni.

Problemi in partenza per Hulkenberg e Sainz. Tanto per far guadagnare posizioni alle Marussia dall’inizio.

Rosberg perde subito posizioni. Cambia il modo di partire, ma la musica è la stessa dell’Ungheria.

Rosberg recupera e mantiene la seconda posizione. Ci è abbonato ormai.

La Ferrari tenta una strategia con le gomme. E sembrava pure funzionare.

La strategia delle Williams con le gomme è metterle diverse. E nessuno gli dice di cambiarle. A saperlo…

Super errore ai box Williams, non riescono a montare le gomme dello stesso colore. I daltonici ai box non vanno bene.

Confusione al box Williams. “No ma davvero ci sono gomme diverse?!?”

Ritorna la Virtual Safety Car. E continua a funzionare a caso. Proviamo con qualcosa di nuovo?

La safety car faceva casino, la virtual safety car ne fa ancora di più.

La virtual safety car, un ottimo modo per non far capire cosa dovrebbe succedere.

La virtual safety car, se infranta, non ha punizioni. Tanto vale allora.

La Ferrari tenta l’impossibile con le gomme: 30 giri con quello schifo di gomme.

Ormai con le Pirelli non vale la pena neanche di andarci al mare, figuriamoci farci 30 giri.

Le Pirelli funzionano meglio con colori diversi che rispettando il numero di giri previsti. Una sola parola: Bridgestone.

Guerra tra italiani in Formula 1: Pirelli e Ferrari.

Alla fine il podio vede Grosjean terzo. E l’affetto per la Lotus salva il nostro umore.

Il terzo posto alla Lotus basterà per comprendere che non possono essere buttati fuori?

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